Overnight mash, una tecnica da scoprire: consigli??

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Re: Overnight mash, una tecnica da scoprire: consigli??

Messaggioda Abbaziale » 12/12/2018, 12:29

Ho visto svariati video di quel canale e mi sembrano tutti affetti da una certa approssimazione e sbrigatività non solo nelle procedure, ma anche nella terminologia e, insomma, sono un po' dei video di Nonna Papera. (Ricordo un video in cui dicevano come si fa il sake, ma quello che facevano non aveva nulla a che vedere col sake, che è il vino ottenuto dalla fermentazione del riso, era semplicemente una bevanda alcolica in cui era stato lasciato in infusione del riso per dargli il sapore. Questo è il livello).

Il prodotto probabilmente alla fine viene ed è più che bevibile, non sono d'accordo con i commenti che rimproverano la scarsa attenzione alla sanitizzazione. Le fermentazioni inoculate fatte con attrezzature pulite vengono, in genere, bene. Nonna Papera da sempre fa il pane, lo yogurt, i crauti senza stare a farsi troppe pippe mentali, e le vengono, e le viene quindi anche la birra.

Dire - come fanno alcuni commenti - che la birra fatta come la fa lui quasi sicuramente farà esplodere le bottiglie è una cosa senza senso. Si può semmai dire che il rischio di contaminazione c'è, e uno deve tenere in conto, quando si semplifica la vita in fase di produzione, che poi se la può complicare in fase di degustazione ;). Ma eviterei allarmismi e catastrofismi. Quando hai inoculato con tutto quel lievito quel mosto, e lo lasci solo due giorni in fermentazione, e poi lo imbottigli, secondo me di rischi ne corri proprio pochi se fai una maturazione rapida. I rischi di infezione aumentano se fai lunghe fermentazioni o lunghe stagionature in bottiglia, perché quando i lieviti hanno raggiunto uno stato di quiete e non si riproducono più potrebbero lasciare il campo libero ad altre forme di vita. Ma nel video si parla di una birra molto alcolica, e questo già di suo rende le infezioni dopo la fermentazione poco probabili (pur sempre possibili, intendiamoci).

La birra si può fare in modo, se vogliamo, anche molto più rozzo di come la si vede nel video, e verrebbe ugualmente. Egiziani e Sumeri non avevano il termometro, non sanitizzavano, la birra la facevano e scommetto che veniva buona. Magari un po' diversa da lotto a lotto, ma buona.

Ho già espresso questo concetto, che il pane, lo yogurt, il kefir, i crauti fatti in casa sono sempre un po' diversi, ma se fatti bene sono sempre buoni. Nella birra noi mettiamo molta più attenzione ai dettagli perché siamo appassionati, vogliamo una certa amarezza, un certo grado alcolico, che sia conforme ad uno "stile" o che sia espressione di un nostro "progetto". Questo video invece è proprio semplice semplice, la birra come la farebbe Nonna Papera.

Sarebbe possibile fare il pane o lo yogurt con lo stesso grado di maniacalità: scegliendo il ceppo di lievito, scegliendo il giusto "grist", controllando il grado di macinatura, la temperatura di lievitazione con accuratezza, sanitizzando tutto. Ma anche facendo il pane semplicemente in casa, con l'accuratezza semplice di Nonna Papera, quel pane verrà bene comunque.

Lo stesso è per la birra. Un grist a casaccio con una macinatura a casaccio e un lievito a casaccio dà comunque birra che sa di birra. Magari non è quella che ci aspettiamo, ma è birra. La maniacalità serve per soddisfare la passione: le minime sfumatore di aroma, di sapore, la limpidezza, la prevedibilità del risultato si ottengono solo con la maniacalità. E' questa maniacalità che fa pubblicare e leggere decine di libri sulla birrificazione domestica. Ma Nonna Papera, che non sospetta l'esistenza di questo sito, la birra in casa la fa comunque e sa di birra.
Ultima modifica di Abbaziale il 12/12/2018, 12:47, modificato 2 volte in totale.
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Re: Overnight mash, una tecnica da scoprire: consigli??

Messaggioda Sovietico » 12/12/2018, 12:43

Grazie @abbaziale apprezzo il tuo punto di vista non rigido o non ortodosso come quello che troppo spesso percepisco sui siti di homebrew



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Re: Overnight mash, una tecnica da scoprire: consigli??

Messaggioda Berlo » 14/12/2018, 11:36

Sovietico ha scritto:vorrei però chiedervi, un’opinione su questo video https://m.youtube.com/watch?v=COk93Wycwb8

No dai... cuoredicioccolato non è assolutamente una cosa da seguire, parlo a livello di birra, per il resto non mi esprimo.
Ci sono un sacco di posti dove poter prendere spunti e su cui informarsi e quello non ne fa assolutamente parte. Approssimazione, informazioni fuorvianti, semplificazioni che spesso tendono all'informazione errata... a mio avviso, davvero da abbandonare.

Su youtube i top italiani dell'ambiente sono: sgabuzen, brewing friends e zelig planet.
Se parliamo di blog, il panorama si amplia parecchio, anche perchè trovi cose anche dedicate ad aspetti particolari, per citarne solo alcuni: brewingbad, officina briù, rovid beer, il capo dei cattivi, homebrewing condor.

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Re: Overnight mash, una tecnica da scoprire: consigli??

Messaggioda Sovietico » 14/12/2018, 16:51

Grazie berlo per il tuo intervento (sia questo che L altro per il mio “pasticcio” da kit)
Il punto della questione è che, a parte cuore di cioccolato, riesco a trovare davvero poco se non nulla ( almeno in italiano) su questa tecnica, di cui ha parlato anche birra mia in termini positivi.
Tu personalmente che idea hai di un sistema del genere?


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Re: Overnight mash, una tecnica da scoprire: consigli??

Messaggioda Berlo » 17/12/2018, 16:32

Sovietico ha scritto:Tu personalmente che idea hai di un sistema del genere?

Personalmente non ci vedo questo gran vantaggio in fatto di tempi nello splittare le tempistiche e a meno quindi che non ci sia un motivo specifico per farlo (vedi ad esempio fare una pausa di 1 giorno per mettere lattobacilli e farli agire, ma qui torniamo al discorso di una tipologia di birra molto specifica) non vedo, per quella che è la mia esperienza, il motivo per imbarcarsi in un'impresa che non ti fa svoltare qualcosa.

Non mi risulta neanche che sia una gran rievocazione storica di chissà quale metodologia (e ce ne sono di anche di un sacco strane... vedi le "beer whit sontes" dei popoli nordici sul baltico), quindi non mi stuzzica nemmeno sotto quel punto di vista.

Se a questo aggiungiamo anche che mettiamo la cotta a rischio infezione in quel lasso di tempo... a mio avviso il gioco non vale la candela.

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Re: Overnight mash, una tecnica da scoprire: consigli??

Messaggioda Sovietico » 17/12/2018, 23:17

Molti dicono che i rischi siano alti... se non altissimi... e vista la mia esigua esperienza mi fido della vostra opinione...
ma non riesco comunque a trovare info, ne in rete ne su alcuni libri, sui metodi tradizionali... che si parli delle tecniche in voga di mille, cento o cinquanta anni fa , non si trova nulla... se avete qualche link o materiale su questo argomento grazie... e grazie a berlo per la risposta



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Re: Overnight mash, una tecnica da scoprire: consigli??

Messaggioda Abbaziale » 20/12/2018, 20:55

Sono fuori casa comunque è interessantissimo: Iain Gately, Drink. A cultural history of alcohol, parte dalla notte dei tempi. Non troverai le tecniche in dettaglio ma ti farai un'idea di quanto cadsalinga e normale sia sempre stata la produzione di bevande alcoliche.

Jeff Alworth, The Beer Bible, che fa cenni passanti su tecniche di produzione non comuni di birre in giro per il mondo.

Fondamentale per me è la bibbia del fermentatore domestico: Katz, The Art of Fermentation che spiega come avvengono tutte le fermenrazioni e che aiuta a porre nel giusto contesto tutte le considerazioni sul controllo degli agenti non desiderati.

Un qualsiasi filmato su youtube sulla produzione domestia di distillati.
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Re: Overnight mash, una tecnica da scoprire: consigli??

Messaggioda Sovietico » 21/12/2018, 19:51

Grazie abbaziale, ottime dritte... sono testi che si trovano anche in italiano che tu sappia?


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Re: Overnight mash, una tecnica da scoprire: consigli??

Messaggioda Abbaziale » 23/12/2018, 2:10

Non credo che vi siano in italiano, ma ne consiglio la lettura anche se un po' faticosa, è roba molto interessante.
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