dhea e partial dhea

Arome-Amaro-Coltivazione-Raccolta-Conservazione...
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Re: dhea e partial dhea

Messaggioda IPA/APA » 08/01/2014, 16:53

enzo ti stiamo aspettando
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Re: dhea e partial dhea

Messaggioda Batino » 08/01/2014, 17:02

una ulteriore nota a margine...
a settembre una bottiglia della E'ccitra è stata regalata ad un amico sommelier di fama nazionale...
Lui l'ha conservata fino a dicembre in piedi in una cantina perfetta da ogni punto di vista... temperatura, esposizione e soprattutto umidità.
Quando l'ha assaggiata mi ha detto che più dell'erbaceo uscivano sentori floreali molto piacevoli... e devo dire stiamo parlando di uno dei migliori nasi italiani... in passato anche ambasciatore dello champagne in italia tra le altre qualifiche...
Quindi mi sorge la domanda...
Forse affinandola a più basse temperature si diminuisce l'erbaceo favorendo altro?
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Re: dhea e partial dhea

Messaggioda Jigen_Daisuke » 08/01/2014, 18:33

Secondo me dovremmo attendere anche il parere di thiell in quanto è molto preparato nel settore chimico, si deve studiare un sistema di estrazione del gruppo aromatico eliminando la frazione relativa alla clorofilla che è quella che dovrebbe dare l'erbaceo...
Che importanza devo dare al tempo che passa? Sto bevendo Ale oggi.
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Re: dhea e partial dhea

Messaggioda enzo.sann » 08/01/2014, 19:38

Come già scrissi in qualche post, a mio avviso il DHEA richiede un po più di tempo per l'affidamento, nella prima fase gli aromi risultano ancora slegati e puoi percepire un po di erbaceo, ma questo cambia da luppolo a luppolo e si limita se si usa il Partial DHEA.
Per quanto riguarda i sentori che vengono fuori dopo un corretto affinamento, preferisco che siano persone come @Batino & C. a dichiararlo essendo il loro, un "naso" professionale ;)

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Re: dhea e partial dhea

Messaggioda thiell » 08/01/2014, 21:58

Premetto che ho provato personalmente il DHEA circa un anno fa facendo una IPA inglese con EKG; utilizzai alcool puro ed un tempo di infusione di circa 7 giorni. La birra è rimasta imbevibile per circa 6 mesi (amaro eccessivo e aroma eccessivamente erbaceo, troppo vegetale); dopo i 6 mesi era più "gentile", ma di fatto non è stata una buona birra.
La corretta procedura per valutare cosa si estrae mediante DHEA sarebbe effettuare una gas-cromatografia e confrontarla con una gas-cromatografia di un mosto con dry-hop classico. In generale, il principale problema del DHEA sta nell'elevato potere estrattivo di tutte le sostanze alcool-solubili, e quindi, sostanze ad alto profilo erbaceo come myrcene, cariofillene, umulolo, umulele e pigmenti coloranti, etc...vengono estratte in elevata misura, difatti osserviamo uno "scolorimento" del luppolo stesso, cosa che non osserviamo con dry-hop classico. Il dry-hop classico viene effettuato sfruttando un sistema dove troviamo acqua/etanolo/CO2; l'acqua rallenta l'estrazione di sostanze non idrosolubili, permettendo comunque l'estrazione degli olii terpenici i quali caratterizzano i tipici aromi floreali/fruttati/pinosi. Un suggerimento che posso dare, anche se non esperto di estrazioni alcoliche, è quello di ridurre le concentrazioni di alcool e immettere nel sistema acqua, quindi utilizzare liquidi con 30-40-50% Vol di etanolo e valutare quale delle concentrazioni possa avvicinarsi al classico dry-hop, ovviamente considerando anche il binomio tempo-temperatura (dai 12° in giù). Comunque cercherò di attivarmi in tal senso mediante mie "sperimentazioni casalinghe", data la mia passione nei confronti di questo eccezionale fiore ;)
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Re: dhea e partial dhea

Messaggioda enzo.sann » 08/01/2014, 23:10

Potresti anche dirmi quanto luppolo hai usato rapportato ai litri di birra finale? E in quanto alcool?

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Re: dhea e partial dhea

Messaggioda thiell » 08/01/2014, 23:16

0,5 g/L ma non ricordo la quantità d'alcool (se ben ricordo mi aumentava la gradazione alcolica di 0.5 % Vol)
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Re: dhea e partial dhea

Messaggioda enzo.sann » 08/01/2014, 23:44

Con quel quantitativo è strano che la tua birra sia imbevibile e quella di batino assaggiata anche da me risultava viceversa molto equilibrata.. Non ho un naso da sommelier ma io non ho avvertito neanche l erbaceo... Hai usato solo ekg? Che luppoli avevi in amaro e quanti IBU totali?... Ti faccio queste domande per cercare di capire

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Re: dhea e partial dhea

Messaggioda Jigen_Daisuke » 09/01/2014, 12:45

Qui di seguito incollo una descrizione trovata per l'estrazione degli olii essenziali:

I METODI PER L'ESTRAZIONE DEGLI OLI ESSENZIALI
-La distillazione a vapore è il metodo di estrazione più diffuso; le parti della pianta sono messe su una griglia su cui è fatto passare vapore a circa 110°C. La pianta rilascia l'essenza nel vapore che è convogliato verso una serie di stadi di raffreddamento successivi che provocano la liquefazione del vapore stesso. L'olio essenziale presente normalmente galleggia sulla superficie del distillato acquoso che è più leggero e quindi può essere separato facilmente.
Per accelerare l'estrazione il processo di distillazione a vapore è spesso accompagnato dall'idro-diffusione che consiste nell'applicazione di una leggera pressione sottovuoto.

-L'enfleurage è la tecnica per estrarre dal gelsomino l'olio essenziale migliore perchè i petali del fiore sono troppo delicati per resistere al calore della distillazione: nell'enfleurage i petali sono sparsi su grasso purificato che ne assorbe l'essenza e poi sostituiti quando hanno perso il loro colore e questo dura per varie settimane fino a che il grasso ha raggiunto la saturazione, poi il grasso arricchito è diluito in alcool e sottoposto a vibrazione forte per 24 ore per separare l'olio essenziale.

-La spremitura è usata per estrarre oli dalla scorza degli agrumi: il liquido che si ottiene è lasciato riposare e l'olio che si separa alla superficie del liquido madre è rimosso.

-L'estrazione con solvente permette di ottenere essenze con un elevato grado di concentrazione; il solvente rilascia una sostanza semisolida detta concreta che contiene l'essenza e le cere estratte dai fiori. La cera è successivamente eliminata per vibrazione della sostanza in alcool.

La macerazione si fa mettendo a contatto petali o foglie profumate con un olio (ad esempio di mandorle). Il contenitore è tenuto in un luogo caldo e asciutto per un tempo sufficientemente lungo affinché i composti aromatici passino nell’olio: quando la droga diventa scura deve essere sostituita con altra fino a raggiungere la concentrazione aromatica desiderata. La miscela, dopo essere stata filtrata, è pronta all'uso. L'olio così ottenuto conservato al buio e al chiuso si mantiene per mesi.


Le indicazioni di massima riportate nella rubrica, estratte dalla letteratura specialistica del settore, hanno uno scopo puramente informativo e divulgativo : non intendono in nessun modo fornire suggerimenti per l’autocura . Il ricorso agli oli essenziali per trattamenti di qualunque genere deve essere sempre elaborato da un consulente esperto.

Questo invece è un interessante documento in pdf
Posto anche questo link di un forum dove si parla di estrazione a vapore che è molto interessante...
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Re: dhea e partial dhea

Messaggioda Charlie » 20/01/2014, 22:34

Vorrei provare questa metodica, ho in fermentazione da 2 gg una APA di solo Cascade (6,4 aa), ma sono proprio a "pelo" stile con le IBU (32), così coglierei la palla al balzo. Il Cascade è in coni, ho letto che è meglio in pellet, ma ora ho il sacchetto che non è più sottovuoto dato che non ho la macchinetta, quindi preferirei utilizzarlo il prima possibile.
Pensavo di utilizzare 5g di luppolo in 50ml di alcool puro.
Mi piacerebbe sapere per quanto tempo consigliate l'infusione e quando aggiungerlo alla birra. Considerate che pensavo di fare il primo travaso al 5° giorno di fermentazione dato che ho aggiunto anche "parecchia" fondazza e me ne vorrei liberare il prima possibile.
Credo che dopo il travaso rimarranno circa 23/24l di birra.
Consigli?
Grazie mille a tutti
Daniele
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